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A volte le problematiche che ci troviamo ad affrontare nello scambio con gli altri, nel lavoro, nella relazione con noi stessi, richiedono di essere analizzate più approfonditamente rispetto al semplice problem solving che il coaching consente di ottenere.

Come psicoterapeuta in formazione l'approccio di riferimento è l'Analisi Transazionale.

La psicoterapia ad orientamento analitico transazionale ha una visione filosofica di tipo umanistico, i cui assunti di base sono i seguenti:

  • Ogni persona è ok: ognuno di noi è dotato di valore in quanto persona. Si può non accettare quello che la persona fa, ma ciò non esclude l’accettazione della persona per quello che è. Le persone sono sempre sullo stesso livello come esseri umani e questo è individuato nella posizione esistenziale "Io sono ok tu sei ok"
  • Ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere e imparare qualsiasi sia l’esperienza avuta, anche se molto negativa. Ognuno porta con sé le conseguenze di ciò che ha deciso.
  • Le decisioni possono essere modificate: la persona prende delle decisioni e ne è responsabile, ma può decidere di cambiarle quando non sono più funzionali. Questo vale anche per le prime decisioni prese da bambini riguardo noi stessi e il mondo e che possono non essere più adeguate nella nostra  realtà di persona adulta.

L’Analisi Transazionale concepisce la personalità come organizzata in tre sottosistemi interagenti: Genitore, Adulto e Bambino (G, A, B), la cui interazione, nel qui ed ora, genera lo “Stato dell’Io”, che governa il comportamento della persona, il suo sentire ed il suo pensare, e quindi anche il modo in cui si relaziona con il mondo.
Interazioni precoci con i genitori generano convinzioni di base su di sé, sugli altri e sulla vita e l’assunzione di una posizione di relazione: “Io sono OK/non OK, tu sei OK/non OK, gli altri sono OK/non OK”.
Ogni persona sviluppa un programma di vita detto “copione” , trama complessa di processi consci, preconsci, subconsci e automatici, che vengono riattivati ogniqualvolta si sperimentano situazioni stressanti e frustranti.
Anche nella comunicazione con gli altri (“transazioni”) possono essere riattivati rapporti intrapsichici arcaici tra Bambino e Genitore che influenzano pesantemente lo stato dell’Io attivo in chi comunica.
A volte, le transazioni si susseguono in modo coattivo e ripetitivo (“giochi”), secondo sequenze determinate dalle relazioni interne, con risultati vari per intensità emotiva e gravità delle conseguenze.

L’intervento terapeutico può essere orientato a diversi livelli di profondità. La remissione dei sintomi spesso è raggiunta con un lavoro più incentrato sul comportamento, in altri casi serve operare sul copione e sui conflitti inconsci che caratterizzano le relazioni interne tra Bambino e Genitore.
La salute è caratterizzata dall’autonomia, frutto di consapevolezza, spontaneità e intimità.
Il processo terapeutico è fondato sul contratto al cui conseguimento concorrono sia il paziente sia il terapeuta, su un piano di parità.

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