Ti stressi troppo? Forse sei un campione di autosabotaggio
Lo stress, in sé, non è un nemico. È una risposta naturale che ci permette di affrontare le sfide quotidiane. Tuttavia, alcune persone sembrano avere un talento innato per trasformarlo in un compagno di vita insostituibile. Chi è “bravo a stressarsi” non si limita a vivere momenti di tensione: li coltiva, li amplifica e li lascia guidare le proprie giornate. In questo quadro, l’autosabotaggio diventa spesso la lente attraverso cui si interpreta la realtà, rendendo difficile sfuggire ai propri schemi di autosabotaggio.
Ma cosa accomuna queste persone? E soprattutto, come possono spezzare questo circolo vizioso? In questo articolo esploreremo il profilo del perfetto “esperto di stress”, analizzando i tratti distintivi di chi sembra non poter fare a meno della tensione e offrendo suggerimenti pratici per liberarsi da questa trappola mentale. L’obiettivo è riconoscere abitudini dannose e trasformare l’energia negativa in una forza utile al cambiamento.
Per interrompere il circolo vizioso dell’autosabotaggio, è essenziale esplorare le abitudini che ci trattengono e lavorare per liberarcene.
1. Pensare che il problema sia lo stress
Maria lavora come amministrativa in un ufficio, si lamenta costantemente del carico di lavoro eccessivo e si sente sopraffatta dalla pressione. Pensa che lo stress sia l’ostacolo al suo stare bene e continua a sopportare, sperando che passi. In questo modo non cerca attivamente soluzioni pratiche per cambiare la situazione, come organizzare meglio le attività o cominciare a mettere limiti, e così ridurre la tensione.
Maria, come tanti, può ritrovarsi intrappolata nell’autosabotaggio, eppure esistono strategie per affrontare e superare questa situazione.
Chi è bravo a stressarsi considera lo stress il vero problema, senza rendersi conto che spesso è il proprio approccio alla realtà ad amplificarlo, a volte addirittura a generarlo. Se ci si focalizza sugli effetti negativi dello stress anziché lavorare sulle cause scatenanti, quel che si ottiene è di arrivare al burnout.
Riconoscere che l’autosabotaggio è radicato nell’approccio alla vita può aiutarci a cambiare direzione e migliorare il nostro benessere.
Suggerimenti per stare meglio
- Prendersi tempo per riflettere su soluzioni ai singoli problemi e pianificare in modo più strategico la gestione del lavoro. Invece di lamentarsi della pressione, aumentando frustrazione e impotenza, meglio chiedersi: “Cosa posso fare per gestire meglio questa situazione?”
- Lavorare sulla gestione corporea dello stress con respirazione profonda, meditazione o mindfulness, perché nel breve termine aiutano ad abbassare la tensione.
Il primo passo per affrontare l’autosabotaggio è riconoscere i propri modelli di comportamento e come essi influenzino le nostre reazioni allo stress.
2. Fare tutto da soli
Matteo fa il project manager per un’azienda di formazione. Si trova in difficoltà con un grosso progetto, ma si rifiuta di chiedere aiuto ai colleghi, convincendosi che chiedere supporto sia da perdenti e lo metta a rischio di fronte ai capi. Così affronta da solo la situazione, aumentando lo stress.
Persone come Matteo credono fermamente di dovercela fare da sole. Per dimostrare il proprio valore devono essere forti, sempre. Questa convinzione porta a isolarsi e a non mostrarsi nel momento di difficoltà, aumentando solitudine e fatica. Chiedere aiuto viene vissuto come un segno di debolezza, anziché come una risorsa.
Suggerimenti per stare meglio
Affrontare l’autosabotaggio richiede anche una profonda consapevolezza delle proprie emozioni e reazioni.
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- Considerare il chiedere aiuto come un segno di intelligenza emotiva e consapevolezza dei propri limiti.
- Accettare supporto di colleghi, amici o professionisti può alleggerire il carico e offrire nuove prospettive.
Chiedere aiuto per superare l’autosabotaggio non è solo utile, ma è anche una dimostrazione di forza e di autoconsapevolezza.
- Coltivare relazioni professionali e un network personale a cui rivolgersi in caso di necessità.
3. Focus sulle prestazioni, non sul benessere
Giulia si impegna costantemente a raggiungere obiettivi ambiziosi: è sempre disponibile, attenta a cogliere opportunità di visibilità e si sforza di fare bene e velocemente ciò che le viene affidato. Nel frattempo sacrifica sonno e tempo per sé, ignorando mal di testa e segnali di affaticamento fisico ed emotivo.
Quando l’attenzione è rivolta solo ai risultati e ai compiti, il benessere diventa secondario, quasi un lusso da concedersi “quando c’è tempo”. E difficilmente il tempo per la cura di sé si trova. Questo atteggiamento porta spesso a esaurimento e burn-out. È fondamentale invece trovare un equilibrio tra fare ed essere, concedendosi riposo e piacere senza sensi di colpa.
Quando il focus è sull’autosabotaggio, è fondamentale reimpostare le priorità per il proprio benessere.
Suggerimenti per stare meglio
- Stabilire limiti chiari tra lavoro e vita personale.
- Integrare nella routine quotidiana momenti di relax e recupero.
4. Fare tutto, bene e in poco tempo
Luca lavora come social media manager ed è un libero professionista con molti clienti. Si impone un ritmo serrato, con l’ambizione di finire tutto velocemente e con alta qualità. Si agita quando le cose non procedono come previsto e si sente continuamente sotto pressione, incapace di rilassarsi anche nelle pause. Ultimamente ha commesso errori che i clienti hanno rimproverato.
Perfezionismo e urgenza costante diventano un binomio pericoloso. Ogni compito deve essere impeccabile e nel minor tempo possibile, generando una pressione insostenibile. Quando qualcosa non va secondo i piani, il senso di fallimento è immediato. Lavorare sulla flessibilità cognitiva e accettare che “abbastanza bene” spesso è sufficiente può ridurre lo stress.
Suggerimenti per stare meglio
Superare l’autosabotaggio implica anche accettare che gli errori fanno parte del processo di apprendimento.
- Cambiare prospettiva sulla perfezione e valorizzare la progressione più della perfezione istantanea.
- Praticare gentilezza verso se stessi e accettare i limiti per ridurre la pressione autoimposta.
5. Non sopportare rifiuti ed errori
Imparare a gestire l’autosabotaggio permette di affrontare le nostre paure e trasformarle in opportunità di crescita.
Marta lavora in una ditta di import-export. Quando riceve una critica si blocca, si agita e si demoralizza, interpretando il feedback come conferma di inadeguatezza e mancanza di competenza.
È normale commettere errori, ma se rifiuto ed errore diventano ferite personali la sofferenza aumenta. L’autostima di chi è bravo a stressarsi è spesso legata alla performance: ogni feedback negativo diventa una minaccia all’identità, quando potrebbe essere un’opportunità di apprendimento. Separare il valore personale dai risultati è essenziale per ridurre la paura dell’errore e affrontare le situazioni con più serenità.
Suggerimenti per stare meglio
- Vedere i feedback negativi come opportunità di crescita, non come critiche personali.
- Lavorare su resilienza emotiva e auto-comprensione per gestire meglio le critiche.
Sviluppare resilienza contro l’autosabotaggio è un viaggio che richiede tempo e dedizione.
6. Sentirsi senza via d’uscita
Giovanna è dirigente in un’azienda farmaceutica. Ha molte responsabilità e progetti, e anche la vita personale è piena di incombenze: due figli e due genitori anziani da seguire. Si sente sopraffatta senza riuscire a individuare strategie concrete per affrontare tutto.
Nonostante l’iperattività, la sensazione di impotenza resta. Il carico percepito sembra ingestibile e porta a tensione continua. Invece di focalizzarsi su ciò che è fuori controllo, può essere utile concentrarsi su piccole azioni concrete e realizzabili, costruendo gradualmente un senso di efficacia personale.
Suggerimenti per stare meglio
- Identificare passi concreti e realistici per affrontare le responsabilità: “un passo alla volta” aiuta a recuperare controllo.
7. Perdersi nei dettagli
Laura si concentra sui dettagli di ogni compito senza pianificare a lungo termine, sentendosi confusa e stressata nell’affrontare molte attività in modo disorganizzato, senza una visione d’insieme.
Ogni passo fatto per combattere l’autosabotaggio è un passo verso una vita più soddisfacente e meno stressante.
Focalizzarsi troppo sui dettagli fa perdere il quadro generale: ogni problema viene affrontato singolarmente, senza strategia complessiva, rendendo il lavoro frammentato e caotico. Pianificazione e gestione delle priorità riducono la sensazione di sopraffazione e aumentano efficacia.
Suggerimenti per stare meglio
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- Sviluppare abilità di pianificazione e time management.
- Usare strumenti di organizzazione (liste, calendario) per mantenere il focus sulle priorità.
Utilizzare tecniche di rilassamento può essere un valido aiuto per contrastare l’autosabotaggio e migliorare la propria qualità di vita.
8. Ignorare le emozioni
Andrea vive un periodo difficile: separazione conflittuale e problemi al lavoro. Ignora segnali emotivi e fisici (mal di testa, irritabilità), evitando di confrontarsi con le emozioni e trascurando il bisogno di prendersi cura del benessere emotivo.
Le emozioni vengono represse, dando importanza solo agli aspetti pratici e razionali. Il corpo però invia segnali chiari: tensione muscolare, insonnia, stanchezza. Questi sintomi fisici diventano spesso l’unico campanello d’allarme percepito. Sviluppare consapevolezza emotiva e ascoltare il corpo può prevenire conseguenze più gravi.
Suggerimenti per stare meglio
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- Praticare consapevolezza emotiva (diario, esercizi di rilassamento).
Praticare la consapevolezza delle proprie emozioni è cruciale per affrontare l’autosabotaggio in modo efficace.
- Valutare il supporto di uno psicologo per approfondire le emozioni.
9. Cercare soluzioni facili e immediate
Marco, manager, adotta approcci rapidi e superficiali per risolvere sfide complesse. Cerca scorciatoie per finire in fretta e evita l’approfondimento. Questo porta a soluzioni temporanee e a problemi più grandi nel lungo periodo, aumentando lo stress e mettendo a rischio reputazione e risultati.
Investire nella propria crescita personale è essenziale per superare l’autosabotaggio e vivere una vita più appagante.
L’impazienza spinge verso strategie veloci che evitano la fatica del cambiamento profondo. Ma spesso non risolvono la radice del problema e generano frustrazione. Accettare che il cambiamento richiede tempo e sperimentare soluzioni sostenibili produce risultati più duraturi.
Suggerimenti per stare meglio
- Dedicare tempo all’analisi approfondita dei problemi.
- Imparare a “stare” nella situazione cogliendo anche le implicazioni personali ed emotive.
10. Voler salvare il mondo
Ricorda che affrontare l’autosabotaggio è un percorso di vita che richiede pazienza e determinazione.
Chiara insegna alla primaria ed è coinvolta in molti progetti. Viene chiamata per problemi che non la riguardano, dice sempre sì, si sente in dovere di aiutare tutti e si assume responsabilità non sue, finendo esausta e sopraffatta.
L’illusione di dover risolvere tutto è una trappola. Il bisogno di controllo assoluto porta a sovraccarico emotivo e fisico. Accettare che non tutto è sotto controllo, delegare e fidarsi degli altri riduce lo stress e migliora la qualità della vita.
Suggerimenti per stare meglio
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- Stabilire limiti sani e imparare a dire no.
L’autosabotaggio non è una condanna, ma una sfida da affrontare con coraggio e determinazione.
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- Praticare la delega.
- Riconoscere quando è necessario prendersi cura di sé prima di aiutare gli altri.
La chiave per migliorare la propria vita è affrontare l’autosabotaggio e imparare dai propri errori.
Come spezzare il circolo vizioso
È vero che non abbiamo il controllo completo sullo stress che viviamo: alcuni fattori possono essere fuori dal nostro controllo, come eventi improvvisi o condizioni lavorative difficili. Tuttavia, il modo in cui reagiamo allo stress dipende in larga parte dalla prospettiva e dai comportamenti che mettiamo in atto.
Riconoscere schemi dannosi è il primo passo, e l’elenco sopra è uno spunto per la riflessione personale. Il secondo è adottare strategie per cambiare approccio, dando priorità all’autocura e al benessere emotivo. Sperimentare strumenti di gestione dello stress, come mindfulness, respirazione profonda o una migliore organizzazione del tempo, può migliorare la capacità di affrontare le sfide.
Sii gentile con te stesso mentre affronti l’autosabotaggio; il cambiamento richiede tempo.
Alcuni ulteriori suggerimenti:
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- Accettare il supporto: chiedere aiuto non è debolezza, ma consapevolezza. Una rete di persone positive alleggerisce il carico emotivo e offre prospettive nuove.
- Dare spazio alle emozioni: ascoltarle senza giudizio previene sovraccarico fisico e mentale. Mindfulness, meditazione e diario emotivo aumentano consapevolezza.
- Rivedere gli standard di performance: distinguere tra “perfetto” e “abbastanza buono”. Ridimensionare aspettative e praticare autocompassione riduce ansia da prestazione.
Non sottovalutare mai l’importanza di riconoscere l’autosabotaggio come una parte del tuo percorso di crescita.
- Stabilire confini chiari: imparare a dire no e ridurre responsabilità autoimposte. Ogni giorno, anche poco, dedicare tempo ad attività di cura di sé aiuta a bilanciare le richieste.
- Adottare una prospettiva più ampia: non tutto è urgente o indispensabile. Tecniche di rilassamento (respirazione, yoga, training autogeno) sostengono calma e lucidità.
In conclusione, riconoscere e affrontare abitudini psicologiche che aumentano lo stress è essenziale per il benessere emotivo e fisico. Spezzare il circolo del sovraffaticamento richiede coraggio, consapevolezza e azione: supporto, cura di sé, standard più realistici e una prospettiva più ampia sono passaggi decisivi verso una vita più equilibrata. Cambiare il rapporto con lo stress non significa eliminarlo, ma imparare a gestirlo in modo più sano, integrando routine di auto-cura, tecniche di rilassamento e stili di vita sostenibili.
Affrontare l’autosabotaggio è una questione di consapevolezza e azione proattiva.
Autosabotaggio: da dove iniziare per cambiare
Se riconosci questi schemi, il primo passo è osservarti con più gentilezza: invece di chiederti “Perché sono così?”, prova a domandarti “Che cosa sto cercando di ottenere (o evitare) con questo comportamento?”. Un piccolo cambiamento quotidiano, ripetuto nel tempo, può aprire spazio a scelte più funzionali e a un benessere più stabile.
FAQ:
Cos’è l’autosabotaggio e come si collega allo stress?
È un insieme di abitudini e reazioni che, senza volerlo, mantengono alta la tensione e rendono più difficile recuperare energie.
Quali sono i segnali più comuni di sovraccarico?
Stanchezza persistente, irritabilità, difficoltà a dormire, calo di concentrazione e sensazione di urgenza continua.
Da dove posso iniziare per spezzare il circolo vizioso?
Da piccoli confini quotidiani, dal chiedere supporto e dal rivedere standard di perfezione e urgenza.
Quando è utile chiedere aiuto a un professionista?
Quando lo stress è costante, interferisce con lavoro/relazioni o compaiono sintomi fisici ed emotivi difficili da gestire.
Svolgere attività che alimentano il benessere emotivo è fondamentale per combattere l’autosabotaggio.
Bibliografia italiana:
Lombardo, C., & Violani, C. (2021). Psicologia del benessere e della salute. Teorie, ricerche e applicazioni. Roma: Carocci editore
Lupien, S. J., & Borracino, G. (2020). Per vincere lo stress. Come combattere gli effetti della pressione sul nostro organismo. Milano: Raffaello Cortina Editore
De Caro, M. F., & Leuzzi, L. (2020). Mindfulness e compassion. Percorsi di consapevolezza per una vita sana e felice. Roma: Giovanni Fioriti Editore.
INAIL. (2020). Valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato: indicazioni per le aziende.


