Lavorare è una dimensione centrale della vita adulta, non solo perché consente di ottenere risorse materiali fondamentali, ma anche perché offre struttura alle giornate, permette di esprimere competenze, valori e di costruire relazioni sociali. Tuttavia, quando le richieste superano le risorse disponibili, può insorgere lo stress da lavoro, una condizione sempre più diffusa che incide profondamente sul benessere psicologico e fisico delle persone.
Il lavoro, infatti, può diventare uno dei principali fattori di pressione, soprattutto quando mancano equilibrio, chiarezza e supporto. È in questo contesto che si parla di stress lavoro-correlato, una forma di disagio che coinvolge sia il singolo sia l’organizzazione.
Cos’è lo stress da lavoro correlato
Secondo l’INAIL, lo Stress Lavoro Correlato (SLC) è una “condizione di squilibrio che si verifica quando il lavoratore non si sente in grado di rispondere alle richieste lavorative; tale condizione può avere effetti negativi sull’individuo e sull’azienda se è intensa e prolungata nel tempo” (INAIL, 2017).
Lo stress rappresenta quindi una risposta negativa a pressioni eccessive o a richieste lavorative percepite come sproporzionate rispetto alle risorse personali. Il D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, riconosce esplicitamente lo stress lavoro-correlato come un rischio per la salute, al pari dei rischi fisici.
Le conseguenze possono essere molteplici: ansia, insonnia, calo della concentrazione, irritabilità, riduzione della produttività e aumento dell’assenteismo, con un impatto significativo anche sul clima aziendale.
Fattori di rischio dello stress da lavoro dipendente
Le cause dello stress lavoro-correlato sono spesso il risultato di una combinazione di fattori organizzativi, relazionali e individuali. Analizziamo i principali.
Carico di lavoro eccessivo
Un carico di lavoro elevato e continuo è uno dei principali fattori di rischio. Scadenze serrate, compiti numerosi e aspettative elevate possono generare una costante sensazione di urgenza, aumentando l’ansia e favorendo il burnout.
Suggerimenti individuali:
- pianificare le attività e gestire il tempo in modo realistico;
- stabilire priorità chiare;
- delegare quando possibile.
Mancanza di controllo sulle mansioni
Quando una persona percepisce di non avere autonomia o voce nelle decisioni che riguardano il proprio lavoro, può sviluppare sentimenti di impotenza e frustrazione. Questo riduce la motivazione e il senso di appartenenza, alimentando il disagio.
Favorire autonomia e partecipazione, invece, rafforza il coinvolgimento e il benessere.
Aspettative poco chiare o conflittuali
Ruoli ambigui, istruzioni incoerenti o direttive contrastanti aumentano l’incertezza e il carico mentale. In questi contesti, diventa difficile capire cosa sia prioritario, con un conseguente aumento dello stress e un peggioramento delle relazioni lavorative.
Per gestirle meglio:
- chiedere chiarimenti;
- comunicare apertamente con colleghi e superiori;
- definire obiettivi e responsabilità condivise.
Mancanza di supporto sociale
Un ambiente lavorativo poco supportivo, caratterizzato da scarso riconoscimento o conflitti interpersonali, può amplificare notevolmente il disagio. Il supporto dei colleghi e dei responsabili rappresenta invece un fattore protettivo fondamentale.
Coltivare relazioni positive e una cultura organizzativa basata sulla collaborazione aiuta a ridurre l’impatto dello stress.
Squilibrio tra vita lavorativa e vita privata
Quando il lavoro invade costantemente lo spazio personale, il recupero diventa insufficiente. La mancanza di confini chiari può portare a stanchezza cronica, irritabilità e, nei casi più gravi, burnout.
È essenziale preservare tempo per affetti, interessi e riposo, elementi chiave per la salute mentale.
Gestire lo stress da lavoro in modo efficace
Affrontare lo stress richiede un approccio consapevole e continuo. Oltre agli interventi organizzativi, anche le strategie individuali possono fare la differenza:
- praticare tecniche di rilassamento come mindfulness, respirazione profonda o yoga;
- inserire pause rigenerative nella giornata lavorativa;
- prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale;
- riconoscere quando è utile chiedere un supporto professionale.
Stress da lavoro: da dove iniziare
Il primo passo è riconoscere i segnali di disagio e legittimare il bisogno di prendersi cura di sé. Piccoli cambiamenti quotidiani, se costanti, possono contribuire a costruire un equilibrio più sostenibile tra richieste lavorative e risorse personali.
FAQ:
- Cos’è lo stress da lavoro?
È una risposta di disagio che nasce quando le richieste lavorative superano le risorse personali percepite. - Quali sono i sintomi più comuni?
Ansia, insonnia, irritabilità, stanchezza cronica e difficoltà di concentrazione. - Lo stress da lavoro è riconosciuto dalla legge?
Sì, il D.Lgs. 81/2008 lo include tra i rischi per la salute dei lavoratori. - Quando chiedere aiuto per lo stress da lavoro?
Quando il disagio diventa persistente e interferisce con la qualità della vita, è utile rivolgersi a un professionista.


