Tra le numerose tecniche di cooperative learning , quella del Jigsaw (rompicapo o puzzle) ha una storia appassionante, che trova il suo inizio lontano nel tempo.
Sviluppata inizialmente da Eliott Aronson, ha subito negli anni importanti modificazioni.
Se sei un insegnante o un educatore, devi assolutamente conoscerla.
La prima versione del Jigsaw
Aronson e colleghi (1978) hanno lavorato a lungo per creare delle tecniche di lavoro di gruppo che facilitassero la creazione di un clima collaborativo nella classe e un ambiente in cui ciascuno fosse importante come risorsa.
Come narra l’autore, le prime sperimentazioni del Jigsaw vennero svolte negli anni ’70 in Texas, come strategia per gestire la situazione di violenza fisica e verbale che le scuole si trovarono ad affrontare quando la segregazione razziale divenne fuori legge.
Alla base del Jigsaw c’è il principio dell’interdipendenza positiva : con esso gli studenti sono parti un puzzle, ciascuno con le proprie abilità, conoscenze, modalità di pensiero. Le parti devono trovare il loro incastro per arrivare all’immagine d’insieme.
Le fasi del Jigsaw originale
La tecnica di Aronson ha 4 fasi generali.
- Introduzione: l’insegnante forma i gruppi eterogenei e introduce l’argomento legandolo alle conoscenze previe degli studenti e a ciò che studieranno in futuro. Egli espone l’argomento in modo da interessarli e spiega la modalità di lavoro e di valutazione.
L’argomento è suddiviso in parti e ciascun membro del gruppo sceglie una parte da studiare.
Di solito si sottolinea il valore dell’esperienza cooperativa. - Esplorazione focalizzata: gli studenti si organizzano in gruppi secondo il sotto-argomento prescelto (gruppi di esperti). Essi si confrontano sulle idee, vengono incoraggiati a farsi domande e darsi risposte. Talvolta l’insegnante dà una lista di domande per guidare lo studio.
- Presentazione e rimodellamento: gli alunni tornano ai gruppi originali e spiegano ai compagni quanto hanno pensato o studiato.
Viene stimolata la discussione delle idee che favorisce la comprensione e il rimodellamento della conoscenza originale. - Integrazione e valutazione: l’insegnante progetta un’attività di gruppo che permetta l’integrazione delle conoscenze, ad esempio fare una dimostrazione, o risolvere dei problemi che necessitano di tutte le componenti.
Gli sviluppi della tecnica: Jigsaw II
Il Jigsaw II è una versione modificata della tecnica sviluppata da Aronson. Le fasi del Jigsaw II sono le seguenti:
- Preparazione del materiale da parte dell’insegnante. Egli sceglie i contenuti e li suddivide in parti complementari; prepara i fogli-guida per gli esperti di ogni argomento-parte. Tale strumento dirige la lettura e lo studio, informa sui punti da approfondire, dice con quale gruppo di esperti lavorare). Successivamente il docente prepara la prova di valutazione. Possono essere
- questionari a scelta multipla con minimo 2 domande per sotto-argomento, con domande chiare,
- una relazione orale o scritta
- un altro tipo di prodotto conclusivo.
2. Formazione dei gruppi in base a criteri di eterogeneità per rendimento, con numero variabile in base alla complessità dell’argomento. La presenza di studenti con capacità diverse, e livelli di prestazione eterogenei favoriscono la qualità dell’apprendimento di gruppo. L’insegnante deve sempre esplicitare il tempo a disposizione.
3. La presentazione dei contenuti da parte dell’insegnante. Egli
- dà la scaletta delle attività
- informa sul lavoro di gruppo, sulle modalità di valutazione, sulla comunicazione pubblica dei risultati
- informa sul tema: distribuisce i testi, indica gli esperti, chiede al gruppo di assegnare casualmente a ciascun membro l’argomento-parte.
4. Lavoro di gruppo.
- I ragazzi leggono il materiale scelto, quindi formano i gruppi di esperti e approfondiscono il tema. Viene assegnato il ruolo di coordinatore, coperto a turno da tutti. L’insegnante gira per la classe. Alla fine del lavoro nel gruppo degli esperti vengono rivisti brevemente i contenuti e le modalità di presentazione
- si torna ai gruppi di origine e si presenta quanto appreso in modo che gli altri lo apprendano.
5. Prova di valutazione: si verifica l’apprendimento individuale. Robert Slavin ha costruito un particolare sistema di valutazione, in cui il giudizio deve essere in base alle prove precedenti dello studente, a cui si comunica il punteggio di miglioramento individuale e non il voto del compito. Inoltre, i punteggi di miglioramento individuali si sommano, a comporre il punteggio di gruppo. Con questa modalità valutativa, tutti hanno le stesse opportunità di riuscire e di contribuire al successo del gruppo.
Viene quindi premiato il miglioramento individuale, gli sforzi di ognuno per aumentare il proprio livello di preparazione rispetto ai contenuti, senza penalizzare coloro che, per motivi vari, non hanno voti alti e non riescono subito e con facilità nei compiti assegnati.
La Scheda degli Esperti come supporto all’apprendimento
Essa è una guida preziosa all’apprendimento individuale e di gruppo, contiene alcuni suggerimenti su come organizzare il lavoro, delle domande di riferimento che servono
- per guidare l’acquisizione delle informazioni nella fase di lettura e
- per verificare l’avvenuta comprensione e apprendimento dei punti fondamentali dei brani da studiare.
Essa va progettata in modo da contenere varie parti:
- una parte iniziale in cui si comunica il compito che si deve svolgere: leggere il materiale, fare la dimostrazione del teorema, osservare le immagini di un libro d’arte, ecc.
- la seconda parte “Rispondere”, in cui si danno delle domande legate al compito dato che possono guidare l’apprendimento;
- una terza sezione, “Discutere”, in cui si fa la richiesta esplicita di quali sono i comportamenti attesi che gli esperti realizzeranno nel corso del lavoro di gruppo: ognuno di loro dovrà saper svolgere la dimostrazione, saper rispondere alle domande, spiegare le fasi del lavoro di gruppo, ecc.
- infine, il “Piano per l’insegnamento” in cui si spiega che alla fine del lavoro nel gruppo degli esperti essi torneranno al gruppo di appartenenza dove dovranno spiegare quanto hanno appreso in modo che i compagni possano imparare e si offrono domande di riflessione:
- Come spiegherai ai tuoi compagni quello che hai imparato?
- Come controllerai che anche loro comprendano e ricordino le notizie che tu hai spiegato?
Nel momento in cui viene data agli studenti essa va spiegata bene, soprattutto quando viene introdotta per la prima volta nell’attività di gruppo.
Rischi di cattivo utilizzo della scheda degli esperti
Se si trascura la spiegazione del modo in cui utilizzarla, c’è la probabilità che
- essa venga messa da parte e usata solo nella fase finale di revisione dei contenuti
- la parte centrale che essa contiene, cioè l’orientamento per organizzare il lavoro di gruppo, venga sottovalutata e data per scontata da parte dei gruppi.
- di fronte ai tempi stretti di studio, i gruppi comincino subito a leggere i materiali trascurando di organizzare quel tempo a disposizione in modo efficace rispetto agli obiettivi da raggiungere.
Per aiutare i ragazzi ad acquisire questa abilità di gestione del tempo, si può usare la scheda come sussidio, spiegandola nei dettagli e chiarendone l’importanza e la funzione.
In sintesi, la scheda deve contenere i seguenti elementi:
- la definizione del compito da eseguire nel gruppo degli esperti, descritto in modo semplice
- almeno 4 domande a cui il gruppo di esperti dovrà saper rispondere per accertarsi di aver raggiunto una padronanza dell’argomento
- l’esplicitazione di come deve avvenire la discussione di gruppo per studiare il contenuto e per verificare la comprensione di ognuno
- la richiesta che gli esperti dedichino parte del tempo a disposizione per:
• determinare che cosa dovranno fare coloro a cui è stato spiegato un contenuto per apprenderlo (attività, domande, letture, esercizi,…) e preparare eventuale materiale utile a favorire l’apprendimento dei membri del gruppo originale;
• programmare come verificheranno l’avvenuta comprensione ed apprendimento da parte dei compagni del gruppo di appartenenza.
Adattato e modificato da Clarke, J., 1994, Pieces of the puzzle: the Jigsaw method, in Sharan, Handbook of cooperative learning methods, pp. 34-50
FAQ:
Che cos’è la tecnica cooperativa del Jigsaw?
La tecnica cooperativa del Jigsaw è una metodologia di cooperative learning in cui ogni studente studia una parte del contenuto e la insegna al gruppo, diventando indispensabile al risultato finale.
Qual è il principio base del Jigsaw?
Si fonda sull’interdipendenza positiva: ogni membro è essenziale per completare il “puzzle” dell’apprendimento.
Quali sono le fasi principali del Jigsaw?
Formazione dei gruppi, lavoro nei gruppi di esperti, insegnamento nel gruppo di origine e valutazione finale.
Cos’è il Jigsaw II?
È una versione evoluta che prevede materiali strutturati e una valutazione basata sul miglioramento individuale.
A cosa serve la Scheda degli Esperti?
Guida lo studio, organizza il lavoro di gruppo e prepara gli studenti a spiegare il contenuto ai compagni
Qual è un rischio nell’uso della scheda?
Se non viene spiegata bene, può essere trascurata o usata solo per il ripasso finale.


